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Evet e Oxi: Come cambia lo scenario politico e strategico a Cipro dopo la bocciatura del piano Annan

In Mediterraneo, Turchia on aprile 30, 2004 at 5:25 pm

di Paolo Quercia

Il risultato del referendum tenutosi nelle due metà di Cipro, divise dal 1974 dalla linea verde e dall’interposizione delle forze delle Nazioni Unite (UNFICYP), è riassumibile con la parola turca “Evet” e quella greca “Oxi”: SI in turco e NO in greco, queste sono state le risposte date al paino delle Nazioni Unite che prevedeva la fine della divisione dell’isola.

Alla vigilia dell’ingresso della Repubblica cipriota  nell’Unione Europea il voto delle due comunità etniche dell’isola ha dato un risultato che non poteva essere più netto ed opposto: in favore dell’accettazione del “Piano Annan” delle Nazioni Unite sottoposto a referendum il 24 aprile hanno votato il 64.9% dei turco ciprioti  mentre contro il piano di riunificazione hanno votato il 75.8% dei greco ciprioti.  Sebbene tale risultato asimmetrico era previsto alla vigilia del voto il principale elemento politico è stato rappresentato da un margine di rifiuto particolarmente ampio dalla parte greca con oltre il due terzi di contrari alla riunificazione.  L’alto livello di partecipazione e la chiarezza della volontà collettiva dei greco ciprioti renderà politicamente non percorribile la strada di un secondo referendum a breve su una nuova piattaforma di riunificazione dell’isola. Non ci sarà un “Piano Annan 2”. La bocciatura del piano Annan ha come conseguenza che la Repubblica di Cipro (greca) entrerà nell’Unione Europea senza includere la parte settentrionale dell’isola, occupata nel 1974 dall’esercito turco e dal 1983 sotto la sovranità effettiva della Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), stato riconosciuto solo dalla Turchia.

Il piano Annan e il ruolo delle Nazioni Unite.

Il principale obiettivo del Piano Annan prevedeva la fine della divisione dell’isola attraverso la graduale creazione di un unico stato confederato che unisse le due entità e che congiuntamente diventasse membro dell’Unione Europea. Per raggiungere tale obiettivo il piano prevedeva anche il ritiro dell’esercito turco (circa 35.000 soldati) da Cipro Nord, la restituzione di alcune parti del territorio della RTCN alla Repubblica di Cipro e il rientro di alcuni profughi greci dal Nord nel possesso delle loro proprietà. La preparazione del piano e la sua eventuale implementazione era stata accuratamente preparata dalle Nazioni Unite con le due entità e i tre stati garanti dell’isola, la Grecia, la Turchia e la Gran Bretagna (ex potenza coloniale che mantiene due importanti basi aeree extra territoriali militari rilevanti soprattutto per le comunicazioni e l’intelligence elettronica).

L’ultimo pressing diplomatico delle Nazioni Unite tre giorni prima del voto del Referendum è stato il tentativo di far passare al Consiglio di Sicurezza una Risoluzione che avrebbe posto fine al mandato della forza UN di Peacekeeping UNFICYP sostituendola con una missione di implementazione dell’Accordo UNSIMIC. La bozza di risoluzione è stata bocciata per il voto contrario delle Russia, che in tal modo ha impedito che venisse posto, a pochi giorni dal voto, una pressione della comunità internazionale per favorire l’accettazione del piano di riunificazione. In tal modo la Russia ha anche colto l’occasione di ribadire la sua tradizionale e storica vicinanza alle popolazioni greco ortodosse della regione. (L’importanza di questo veto russo in seno al Consiglio di Sicurezza è attestata dal fatto che l’ultima volta che la Russia ne ha fatto utilizzo si è verificata dieci anni fa nel 1994, allora per bloccare un altra bozza di risoluzione delle Nazioni Unite sfavorevole ai serbo ortodossi nel contesto della guerra in Bosnia Erzegovina).

L’ufficio a Cipro dell’inviato speciale delle Nazioni Unite Alvaro de Soto, che ha incessantemente lavorato alla elaborazione del Piano Annan negli ultimi cinque anni, chiuderà nelle prossime settimane.

Le conseguenze dell’OXI…nella posizione internazionale greca…

Ma quali saranno le conseguenze della bocciatura del piano ONU per la riunificazione di Cipro per i rapporti tra la Repubblica di Cipro e la RTCN e nei rapporti greco turchi ?

La posizione della Grecia nei confronti della questione cipriota è stata  complessivamente prudente, in bilico tra la politica di “unità dell’ellenismo” e il sostegno ai “fratelli ciprioti” e le necessità diplomatiche dettate dal rapporto con la Comunità Internazionale e gli inevitabili riflessi della questione cipriota sui rapporti greco – turchi.

Il Premier greco Costas Karamanlis ha sostanzialmente evitato di schierarsi apertamente pro o contro l’approvazione del progetto di riunificazione anche se, mentre nel corso dei negoziati aveva dichiarato di non poter dare l’avvallo greco al piano, ha infine dato l’impressione di un cauto appoggio al piano ONU. In tale cauto sostegno in extremis al piano c’è stata forse la consapevolezza del parallelo intransigente  impegno per il NO da parte del Presidente greco cipriota Tassos Papadopoulos e dal fatto che i sondaggi  davano come orami come respinto il referendum.

Ad ogni modo la Grecia non è riuscita a definire una posizione nazionale sulla questione cipriota (come invece era avvenuto nel momento della proclamazione dell’indipendenza della ex Repubblica Yugoslava di Macedonia e della querele sul suo nome ufficiale) e i partiti politici greci hanno mantenuto posizioni differenti. All’agnostica posizione governativa si è contrapposta la scelta favorevole al si dell’opposizione socialista (anche se con importanti voci di dissenso all’interno del PASOK) e la decisa posizione contraria da parte del partito comunista  greco del KKE.

La principale preoccupazione della diplomazia di Atene resta ora l’evitare che si sviluppi un isolamento diplomatico del nuovo stato ellenico nel momento della sua adesione all’Unione Europea, isolamento che potrebbe coinvolgere la stessa Grecia sulla scena internazionale. E’ anche ipotizzabile che la Grecia cercherà di lavorare alla elaborazione di un nuovo piano di riunificazione, più favorevole alla Repubblica di Cipro e maggiormente punitivo nei confronti della TRNC rispetto al piano Annan.

…nella posizione di Cipro nella UE…

A causa del rifiuto del piano di riunificazione di Cipro da parte dei greco – ciprioti è chiaro che al momento dell’ ingresso della Repubblica di Cipro nell’Unione Europea il biglietto da visita del più meridionale e mediterraneo dei nuovi membri non sarà dei migliori. Sui primi passi della diplomazia cipriota a Bruxelles peserà per un po’ il commento fatto dal Commissario EU per l’allargamento Guenter Verheugen dopo il fallimento del referendum “c’è ora un ombra sull’adesione di Cipro all’Unione Europea”. E’ verosimile che tale ombra tuttavia non avrà nessuna conseguenza politica e diplomatica in seno EU visto che la politica di allargamento dell’Unione europea per Cipro aveva già da tempo rifiutato ogni collegamento di condizionalità tra l’adesione e la riunificazione, posizione ribadita dalla UE anche  recentemente. La mancata condizionalità dei due processi  decisa in sede EU (che è era stata invece richiesta da Francia, Olanda e Germania) aveva già minato alla base il processo di riunificazione offrendo ai greco ciprioti una strategica rendita di posizione che essi non mancato di cogliere nel referendum del 24 aprile.

…sullo status della RTCN…

La prima conseguenza della mancata riunificazione di Cipro è che i 35.00 soldati turchi restano sull’isola, contrariamente a quanto era previsto dal Piano Annan. Ma successivi importanti  conseguenze del fallimento del tentativo ONU di riunificazione dell’isola sono  ipotizzabili anche per la situazione economica e lo status della non internazionalmente riconosciuta Repubblica Turca di Cipro del Nord.

La volontà politica di accettazione del piano Annan da parte dei turco ciprioti e l’atteggiamento ugualmente favorevole maturato nel governo di Ankara avrà sicuramente la conseguenza di porre nell’agenda della comunità internazionale il problema dell’atteggiamento da tenere nei confronti della RTCN nel momento in cui la riunificazione appare impossibile.

Sembra prevedibile che uno dei primi passi della comunità internazionale sarà quello di affrontare il problema della precaria situazione economica della RTCN, come già dichiarato dal Commissario   EU per l’allargamento Verheugen (“What we will seriously consider now is finding a way to end the economic isolation of the Turkish Cypriots”).

E’ ipotizzabile che nei prossimi mesi si assisterà ad un iniziativa politica che mirerà sicuramente all’abolizione dell’embargo economico sulla  RTCN, posizione che sarà apertamente sostenuta da Ankara, come dichiarato senza mezzi termini dal Ministro degli Affari Esteri turco Abdullah Gul: “l’embargo va eliminato e va posto fine all’isolamento internazionale della RTCN.

Gli Stati uniti d’America hanno già fatto sapere che intensificheranno le loro cooperazione con la RTCN nei settori del Turismo e del Commercio. Ma è sicuramente prevedibile che l’intero atteggiamento della comunità internazionale nei confronti della TRNC cambierà nei prossimi mesi.

La principale questione di rilevanza strategica è se i mutamenti della cornice internazionali nei confronti della RTCN si limiteranno ad una fine dell’isolamento economico o se si getteranno le basi per una discussione dello stesso status internazionale della RTCN. Se si accerterà che le possibilità di riunificazione dell’isola sono definitivamente naufragate con il Piano Annan, gli scenari a tale proposito sembrano essere solo due: il riconoscimento dello Status internazionale della RTNC come stato indipendente (opzione che Ankara ha già in preparazione) o l’unificazione con la Turchia (ipotesi remota ma sempre possibile). unificazione con la Turchia.a ha già in preparazione) o l’l riconoscimento dello Status internazionale della RTNC come stato ind

E’ verosimile che le iniziative internazionali sullo Status della RTCN da parte di Ankara, qualora dovessero effettivamente verificarsi, non avrebbero luogo nel corso del 2004, a causa dell’inevitabile intrecciarsi con la delicata fase di verifica delle condizioni politiche per l’adesione della Turchia alla EU e nel breve periodo l’obiettivo di Ankara sarà quello dell’abolizione dell’embargo.

…sul processo di adesione della Turchia verso la EU…

Resta da chiedersi quali saranno le possibili ripercussioni delle vicende cipriote sul cammino di adesione della Turchia all’Unione Europea.

La prima considerazione è che il governo turco di Erdogan ha scommesso in una difficile partita con lo scegliere di appoggiare il piano Annan di riunificazione dell’isola, contro la volontà del Presidente turco cipriota Denktash, e contro il parere dell’esercito turco. Erdogan ha vinto pienamente questa partita, incassando il sostegno della comunità internazionale per la sua moderata posizione, e togliendo un importante argomento – quello dell’occupazione militare turca di Cipro del Nord – agli oppositori dell’accesso della Turchia nella EU.  Allo stesso modo riuscirà probabilmente a incassare il successo di una prossima campagna per l’abolizione dell’embargo contro la RTCN, carta che potrà utilizzare efficacemente nei confronti dell’opposizione interna più nazionalista e all’interno delle frange del suo partito AK contrarie alla riunificazione di Cipro e al ritiro dell’esercito turco. Sicuramente il cammino della Turchia verso la EU non sarà deciso sulla questione cipriota. Però tale questione ha segnato un ulteriore punto a favore del premier Erdogan, attualmente il principale attore nel delicato rapporto tra la Turchia e la EU.

Erdogan ha vinto pienamente questa partita, incassando il sostegno della comunità internazionale per la sua moderata posizione, e togliendo un importante argomento – quello dell’occupazione militare turca di Cipro del Nord – agli oppositori dell’accesso della Turchia nella EU.  Allo stesso modo riuscirà probabilmente a incassare il successo di una prossima campagna per l’abolizione dell’embargo contro la RTCN, carta che potrà utilizzare efficacemente nei confronti dell’opposizione interna più nazionalista e all’interno delle frange del suo partito AK contrarie alla riunificazione di Cipro e al ritiro dell’esercito turco. Sicuramente il cammino della Turchia verso la EU non sarà deciso sulla questione cipriota. Però tale questione ha segnato un ulteriore punto a favore del premier Erdogan, attualmente il principale attore nel delicato rapporto tra la Turchia e la EU.

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