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Intervista al Ministro Ali Babacan, Capo negoziatore turco per L’Unione Europea e Ministro dell’Economia

In Turchia on settembre 22, 2006 at 10:10 pm

di Paolo Quercia

Ministro Babacan, Com’è stato il suo incontro con il Ministro degli Esteri D’Alema e qual è lo stato delle relazioni con l’Italia ?

L’incontro con D’Alema è stato positivo e abbiamo constato l’ottima intesa tra Italia e Turchia nel campo del commercio bilaterale, del Medio Oriente e del supporto al processo di adesione della Turchia all’Unione Europea. Su questo punto non ci sono cambiamenti sostanziali rispetto alle posizioni del governo precedente. Quello che è cambiato è il clima generale in Europa con un ritorno dell’euroscetticismo innescato dal voto francese contro la Costituzione europea.

Il Fondo Monetario Internazionale ritiene che il livello degli investimenti diretti esteri in Turchia sia ancora al di sotto delle potenzialità turche di attrazione degli IDE. Quali barriere dovrebbero essere rimosse per aumentare il livello dei capitali stranieri in Turchia ?

Ci sono almeno tre fattori che possono contribuire a far aumentare il livello degli investimenti stranieri in Turchia: la stabilità politica interna, la stabilità macroeconomica e il futuro del processo di adesione nell’Unione europea. Noi stiamo lavorando sempre più sul terreno d’attrazione degli investimenti esteri in Turchia: in giugno è stata approvata una nuova legge per la creazione di un’Agenzia per l’attrazione degli investimenti esteri che aiuterà e faciliterà gli investitori stranieri. Stiamo completando il reclutamento del personale e sarà presto operativa. Anche sulle privatizzazioni il governo sta procedendo a passo spedito: abbiamo appena iniziato il processo di privatizzazione della HALK Bank e sarà completato nell’arco di pochi mesi.
Uno degli ostacoli nel processo d’adesione della Turchia alla Ue è la questione di Cipro. Come pensa che verrà affrontata dal vostro governo nei prossimi anni la questione del riconoscimento di Cipro e quella della rimozione dell’embargo turco nei confronti dell’isola ?

Il problema di Cipro non è di oggi ma è un’annosa questione che si protrae da trent’anni. Noi abbiamo tentato di trovare una soluzione, l’ultima delle quali è stata attraverso la mediazione delle Nazioni Unite e il piano di kofi Annan. Il progetto di riunificazione dell’isola prima del suo ingresso nella Ue è pero stato rifiutato con un referendum dalla parte greca mentre venne approvato nella parte turca. Dopo il fallimento del piano Annan solo Cipro greca è entrata nell’Unione europea, ma al tempo stesso l’Unione si è pronunciata per porre fine all’isolamento di Cipro del Nord. Noi crediamo che le due questioni vadano risolte contemporaneamente e che l’embargo sarà tolto quando verrà risolto il problema dell’isolamento di Cipro del Nord.

Come giudica il recente rapporto del Parlamento europeo sui progressi compiuti dalla Turchia sulla strada dell’integrazione europea ?

Alcune parti del rapporto erano condivisibili e siamo d’accordo mentre non condividiamo altre conclusioni. Questo è normale. Ciò che invece non piaciuto in Turchia di questo rapporto è stato il tono con cui esso è stato redatto. Questa impostazione ha provocato degli amari sentimenti nel nostro paese. Noi non siamo d’accordo con l’intonazione che il parlamento europeo ha scelto di usare poiché non è costruttiva e non contribuirà a stimolare nel nostro paese la volontà di procedere ulteriormente verso l’integrazione europea.

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