paoloquercia

Gli interessi nazionali 3.0. Tra crisi italiana e mondo post-globale

In Senza categoria on marzo 3, 2013 at 6:37 pm

Sul sito del center for near abroad strategic studies è online il paper “Gli interessi nazionali 3.0”

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Indice: a) Gli interessi nazionali 3.0; b) il dibattito sull’interesse nazionale negli anni 90 in Italia; c) un nuovo dibattito sull’interesse nazionale in Italia?; d) Gli interessi nazionali 3.0. Verso un nuovo dibattito?; e) la questione della definizione dell’interesse nazionale; f) un tentativo di definizione e tre livelli di discussione; g) l’interesse nazionale ed il suo rapporto con gli ambiti sovranazionali; h) i concetti di nocumento nazionale e di ragione nazionale; i) interesse e ragione nazionale; l) i diversi livelli dell’interesse nazionale: indisponibile, strategico, individuale; m) conclusioni 

La discussione e la definizione di un concetto complesso come quello d’interesse nazionale rappresenta un difficile esercizio intellettuale in ogni paese e soprattutto in quelli che, come l’Italia, hanno conosciuto recenti processi culturali di snazionalizzazione e di marginalizzazione del sentimento d’identità patria e che vivono un profondo declino sia del proprio sistema Paese sia dei principali sistemi multilaterali di riferimento.

Il dibattito sull’interesse nazionale negli anni ‘90 in Italia

Ignorato o relegato a piccoli circuiti culturali e istituzionali, l’interesse nazionale ha avuto in Italia un primo momento di rinnovata attenzione agli inizi degli anni Novanta, quando la fine della guerra fredda e l’esplosione del conflitto jugoslavo ai confini orientali italiani hanno costretto a riaprire l’agenda polverosa dell’identità nazionale e degli interessi internazionali del nostro Paese, quantomeno ai fini di un riposizionamento in un sistema internazionale che andava a pezzi ed entrava in una fase di importanti processi di ristrutturazione che avrebbe presto ri-azzerato le rendite di posizione geopolitiche.

            Questa stagione è stata di breve durata, ed ha lasciato flebili segni nel dibattito culturale italiano e nel  processo di decision making. Anche perché, negli stessi anni – sospinto da grandi attori finanziari ed economici, oltreché avvallato dall’azione esterna di grandi potenze ed importanti Stati occidentali – si è fatto strada con forza ed efficacia, a partire dagli anni novanta, un approccio culturale ed economico alla post-modernità basato sul principio della de-statualizzazione e de-sovranizzazione su scala globale; ad iniziare dalla vecchia Europa, regione-culla dello stato-nazione moderno, in cui esso aveva raggiunto livelli di maggiore efficienza, democraticità e legittimità.

continua su http://www.cenass.com/tabulae.html

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